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UN QUESTIONARIO SUL VALORE ESTETICO DEI PAESAGGI VITICOLI TRENTINI

Rigiro volentieri, per dargli la massima visibilità che mi è possibile, un sondaggio proposto dal MUSE:

La sezione di Zoologia dei Vertebrati del Museo delle Scienze di Trento in
collaborazione con l’Università di Pavia ha avviato un progetto di ricerca
sulla biodiversità negli ambienti agricoli del Trentino.
Vi chiediamo di aiutarci a quantificare la bellezza dei paesaggi viticoli
trentini per un progetto specifico sulla biodiversità nei paesaggi
culturali.
Bastano pochi minuti, che dite? Ci aiutate?

Ecco qui il questionario:
http://www.muse.it/it/news/Archivio/Pagine/Questionario-di-.aspx

Nessuna nuova alle sorgenti del Brenta

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Sabato mattina, relativamente presto, zona Darsena sul lago di Caldonazzo, tra i vapori dell'acqua che evapora mentre l'aria è a -3° C si muovono circospette solamente alcune folaghe.
Ma è questione di una mezzora scarsa e il sole viene ad illuminare nei toni caldi dell'arancio le canne secche attorno al lago, i vapori lentamente scompaiono con il riscaldarsi dell'aria e aumenta il movimento.

svasso piccolo a Punta Indiani

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Oggi perlustrazione sul lago di Caldonazzo.
Il giro inizia male con l'avvistamento di un solo moriglione, una sola moretta, qualche svasso maggiore e una decina di cormorani alla torretta di Valcanover, poi mi sposto verso punta indiani e trovo due svassi piccoli, quindi sono tornati anche quest'anno! Passo un po' di tempo a cercare di fotografarli al meglio quindi torno alla macchina, sperando di incontrare il resto del gruppo (ricordo che l'anno scorso erano una dozzina) al di là della velica. Raggiunta la zona scendo lungo le sponde e mi siedo su un sasso, il sole è caldo nonostante il vento fastidioso, decido di aspettare per vedere se appaiono gli svassi piccoli.

Niente....

Escursione zona Ruioch

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Avvincente escursione di 5 ore la mattina del primo novembre nella zona che fa da confine tra l'altipiano di Piné, il Bersntol e la val Cadino... una passeggiata in compagnia molto ristretta (come a dire, da soli si ascolta la natura, in due si riesce anche a far silenzio, in tre si fa rumore).


La missione era scoprire se le pernici bianche sono già bianche nonostante la completa assenza di neve come le foto paesaggistiche fanno intuire.
Il sole viene a scaldare me e Damiano che siamo già in quota, sotto un cielo azzurro, limpido e terso.

soliti avvistamenti a punta Verde, lago di Cladonazzo

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Mezza mattina di un giorno grigio, quello del 12 ottobre. Cormorani volteggiano sopra al lago, abbassandosi poi in volo radente sopra le acque calme. I gabbiani comuni stanno lentamente popolando il lago, non sono ancora una moltitudine paragonabile a quella del pieno inverno ma certo il loro numero è in ascesa. Lungo la Mandola, risalendo dalle foci, incontro un merlo acquaiolo in alimentazione e poi una femmina di fagiano, evidentemente aufuga ma è riuscita a depistarmi...

Cormorano in difficoltà

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Sabato sera giro perlustrativo al Pudro, niente da segnalare, calma irreale e poca luce causa nubi, visti un picchio muratore, un pettirosso, il colombaccio, 5 aironi cenerini e un cormorano. Il cormorano e l'airone cenerino si fermano su un isolotto uno di fronte all'altro, è una scena interessante, provo a fotografarla... basta un click da lontano e il cenerino se ne va... rimango sorpreso del fatto che il cormorano sia rimasto lì, ne approfitto per fare qualche altra foto... quando ingrandisco scopro che è in difficoltà: vi è una lenza attorcigliata attorno al becco, sembra solamente attorno alla parte inferiore ma da quella distanza (ricordo che le foto sono paragonabili alla visione con un binocolo da 15 ingrandimenti) è impossibile fare una diagnosi.

Piovanello Pancianera

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Pomeriggio di domenica, dopo un giro con la famiglia breve uscita al lago di Caldonazzo. Giornata fantastica, sole caldo, aria calda, acqua calda... possibile sia già autunno? L'esemplare di anatra muta è ancora presente, si sta imbiancando! Gli svassi sono ancora impegnati ad alimentare la prole pigolante mentre i gabbiani comuni svolazzano sopra al lago, uno di questi, vicino ad una carcassa di pesce, prova ad imitare i germani reali andando a mangiare lasciando il posteriore sospeso sopra l'acqua!










Migrazioni e caccia

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Sabato giornata di apertura della caccia in regione.
Attorno alle 10 di mattina mi reco al Pudro per un classico sopralluogo, un giro per stare all'area aperta e vedere se ci sono novità.... novità??? impossibile: qualunque cosa da e per il Pudro difficilmente sabato avrebbe potuto raggiungerlo o lasciarlo, i colpi che partivano dai cacciatori nella zona facevano pensare più ad una battaglia che ad una battuta di caccia e rimbombavano così forte sulle pareti rocciose sotto alla chiesetta del Bus da non riuscire a capire da dove giungessero. Così gli avvistamenti si riducono al solito cenerino in alimentazione qualche germano reale, due svassi maggiori, una gallinella d'acqua che attraversa lo specchio del lago correndo sulle acque almeno un paio di volte. Decido allora, volendo seguire il pigolio di una poiana, di innalzarmi nel bosco della collina della ex Villa Rosa. Giunto in sommità ho visto un gruppo numeroso e compatto di cornacchie grigie.



Lago Pudro, preparativi di migrazione

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Piccoli cammei dedicati ad animali che stanno preparando la migrazione o si stanno preparando per affrontare l'inverno.
Tra quelli che se ne andranno il falco lodolaio

e il colombaccio

Evoluzione settimanale sul lago di Cladonazzo

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Sembra incredibile quanto siano cresciuti i piccoli di svasso in una sola settimana:
da così, pigolanti e fastidiosi frugoletti inetti sempre pronti a chiedere cibo agi adulti,



libellule al pudro

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Sta per iniziare la stagione migratoria, il ritorno verso l'Africa.
Del lodolaio e delle poiane che sabato scorso si erano ingarellate in un duello aereo a quota medio bassa non c'è più traccia mentre ho intravisto, forse in pausa di rifornimento durante la migrazione, un luì verde.

Martin Pescatore

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Lunedì di ferragosto giro al biotopo Inghiaie nei pressi di Santa Giuliana di Levico. Il silenzio regna sovrano, interrotto solamente da qualche breve cinguettio.  Una leggera pioggerella verso mezzogiorno mi convince a rimanere sotto al tetto della torretta di avvistamento. Al termine si scatena un breve e intenso concerto di rane nello stagno sottostante. Con il ritorno del sole le libellule intensificano l'attività: alcune stanno depositando le uova. Poi mi allontano lungo il Rio Vena e qui avviene l'incontro fortuito: su uno slargo del Rio esposto e non protetto dalla vegetazione ripale vedo un lampo blu. Mi fermo, non ho dubbi su chi sia, mi nascondo dietro un albero ed aspetto... ripassa, veloce come un lampo, in senso contrario... dopo poco ne passa un altro, questa volta con una traiettoria strana, si alza dal rio e fa un giro largo tra gli alberi... mi ha visto???

Cristo pensante

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Da un estremo all'altro del Trentino: da Malga Mare in Val di Pejo al Cristo Pensate sul Rolle, da ovest ad est, lo spettacolo continua.
Da Baita segantini, lungo un sentiero ondulato, si arriva sino alla base di un "panettone" che da lontano sembra difficile da conquistare mentre poi per fortuna si rivela molto meno ostico.
Al fianco della passeggiata lo splendido scenario delle Pale di S.Martino.
Il meglio lo danno al tramonto ma, se non potete fermarvi, anche nel pomeriggio sono comunque fantastiche.


Grotte di Postumia, Slovenia

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Se, partendo per un viaggio verso sud est, ti imbatti in una giornata di pioggia, una soluzione semplice semplice c'é: infilarti in una grotta: ci vuole un bel po' prima che la pioggia di sopra filtri nella grotta di sotto! Questo è stato il nostro pensiero di fronte alle previsioni meteo avverse che caratterizzavano il primo giorno di ferie verso la Croazia, così ci siamo fermati in Slovenia, a visitare le grotte di Plitvice.
Pensavamo di essere all'ingresso quando ci hanno fatto sistemare di fronte al cancello della fotografia, invece è solo un punto di ritrovo per essere portati in gruppi, divisi per lingua, al trenino elettrico che porta rapidamente nelle profondità più intime della terra.

castello di Predjama, Slovenia

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Il più grande castello di grotta, imponente e maestoso ricordo di un tempo che fu.
Si può visitare con un biglietto unico fatto all'entrate delle grotte di Postumia, il consiglio è di approfittare dell'offerta perché si riescono tranquillamente a visitare entrambe le strutture (comprese le strutture museali attorno all'entrata delle grotte, dove si può ammirare il Proteo, l'animale tipico delle grotte stesse, riprodotto in pupazzetti di pelouches di tutte le dimensioni). Durante il viaggio si percorre una strada secondaria che passa attraverso boschi e prati dove è facile imbattersi in poiane al "pascolo"

parco Naturale di Plitvice, Croazia

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Il parco naturale di Plitvice è ilparco dei laghi e delle cascate, tanmti laghetti più o meno estesi, incastonati tra i boschi, che comunicano ta loro mediante cascate molto varie sia in altezza che in portata.
Il parco è acessibile da tre punti e permette itinearari di diversa durata. Sono tuti ben documentati e ben segnalati e la cartina è direttamente sul biglietto d'ingresso (non hanno a disposizione cartine più dettagliate).

Plitvice, animali

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Ebbene sì, il 16-300 Tamron non è esattamente l'obiettivo che vorreste avere con voi nell'occasione dell'incontro con una preda tanto cercata: è un obiettivo onesto, funzionale, pratico, adatto per i viaggi ma che non va oltre la foto ricordo. La carrellata di fotografie successive vi darà modo di rendervi conto di quali sono i suoi limiti.

malga mare, rifugio Larcher al Cevedale,

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Sabato giro in amicizia in Alta Val di Pejo.

Partenza da Malga Mare e salita tranquilla sino al rifugio Larcher, da qui il ritorno scollinando verso i laghi delle Marmotte, Nero, Lungo e Careser. Siamo a quote medio alte, la vegetazione sparisce rapidamente: il parcheggio alla centrale idroelettrica è a 1972 metri, il rifugio larcher a 2603, il lago delle marmotte a 2704 è il cartello indicativo a quota più alta letto.


Costa Crociere, il mediteraneo centrale: Venezia

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Anche Costa Corciere ha la sua nave che parte da Venezia. La sua nave specifica perché, stando alle nuove regole, non tutte le navi posso attraccare a Venezia, ci sono dei limiti di tonnellaggio per preservare le fondamenta della città e l'integrità del fondale. Le navi escono scortate, sia a poppa che a prua, da rimorchiatori e procedono a velocità controllata e talmente bassa che i diversi motoscafi presenti in laguna generano onde nettamente più consistenti e con impatto verso le strutture della città visivamente più evidente.

Costa Crociere, il mediteraneo centrale: Bari

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Partiti la sera da Venezia, alle due del pomerigio del giorno dopo si arriva al porto di Bari. Il porto ha un aspetto sicuramente meno turistico con la presenza di improtanti scali commerciali in loco. Anche Bari è un punto di partenza ed arrivo per gli ospiti della nave ma, come per Venezia, non è solo quello. Vale la pena scendere per infilarsi subito nelle viuzze strette della città vecchia alla ricerca della basilica di San Nicola e.. mi rccamondo, con la o chiusa, altrimenti non si riesce a trovarla.

Costa Crociere, il mediteraneo centrale: Corfù

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Delle mete toccate da questa crociera è stata per noi la meno gratificante, forse anche perché avendo praticamente solamente la matinata a disposizione, la fortezza risulta sempre contro sole e non si riesce a capirne la portata estetica ed emozionale. Noi abbiamo deciso di spostarci con i mezzi pubblici, il che è un gran risparmio se avete deciso di godervi il solo centro città.

Costa Crociere, il mediteraneo centrale: Mikonos

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Dopo aver navigato tra isole più o meno grandi e più o meno disabitate e bruciate dal sole, si arriva a Mikonos: che graziosa perla bianca: il suo candore è accecante, tutto, a Mikonos, è completamente bianco! Per scendere è necessario usare le lance, troppo piccolo il porto per le navi da crociera!

Costa Crociere, il mediteraneo centrale: Santorini

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Santorini: l'architettura è sulla falsariga di quella di Mikonos, è la posizione degli agglomerati urbani ad essere molto, molto particolare! Innanzitutto con la nave si entra all'interno della caldera dello storico vuclano, caldera che è sprofondata sotto al mare lasciando il posto ad una specie di piccolo mare interno. Si scende quindi con le lance ai piedi di una scarpata, una parete quasi verticale da cui si sale o in funicolare, oppure a dorso di muli, cavalli o asinelli.
Una volta in cima si scopre che l'isola ha un altro lato che degrada in maniera gentile verso il mare.

Costa Crociere, il mediteraneo centrale: Ragusa/Dubrovnik

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Seconda volta a Ragusa e quindi consigli di visita più... meditati: per chi è alla prima visita, vi arriva con la nave da crocera ed ha meno di 4 ore si concentri SOLAMENTE sulla città vecchia. Le fortificazioni sono imponenti, l' architettura interessante, i motivi per esplorarla e curiosarne i vari anfratti molteplici.

Lago d'Iseo

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In questi giorni di grande fermento sul Lago d'Iseo per l'approssimarsi dell'apertura della passerella pedonabile di Christo no, non vi parlerò di una camminata in anteprima su tale ponte galleggiante!
Vi presenterò invece le fotografie di un fistione turco maschio solitario e immagini di famiglia: una folaga con il suo piccolo e una famiglia di svassi con i loro piccoli.


Usciti dal nido - Pudro

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Interessante mattinata al Pudro quella di sabato mattina.
Subito, appena giunto, ho localizzato due aironi cenerini che "passeggiavano" in acqua. Erano evidentemente due giovani di quest'anno che, ormai maturi, hanno lasciato il nido. La loro presenza però non è durata molto, ma non è stato il mio tentativo di avvicinarmi ad allontanarli, quanto l'arrivo di due chiassose oche selvatiche che hanno deciso di fermarsi esattamente sullo stesso riaffioramento di terra scelto in precedenza da uno degli aironi. Queste oche le ho localizzate la prima volta il 15 di questo mese e sono rimasto sorpreso di rivederle ancora perché nel comportamento non sembrano aufughe, mostrandosi particolarmente schive. 

Panarotta 2

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Sabato mattina sono tornato in Panarotta, per cercare forcelli e per verificare se l'averla localizzata martedì era grande o piccola.
Non ho rivisto l'averla e non ho fatto delle gran belle foto, ma ho visto una gran varietà di volatili a distanza purtroppo troppo elevata.


Panarotta

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Martedì giro mattutino in Panarotta alla ricerca del gallo forcello. L'assenza completa di neve ha fatto sì che l'elegante tetraonide si facesse desiderare all'appuntamento... Di fatto non sono riuscito a vederne nemmeno uno però ne ho sentiti cantare due sul versante verso Levico.
Sullo stesso versante ho localizzato una Averla maggiore in canto. Molto, molto elusiva e diffidente, nonostante il bianco sgargiante del suo piumaggio ne facilitasse la localizzazione, non è rimasta ferma un attimo e si è tenuta a debita distanza per poi scomparire tra gli alberi.
Niente foto allora per questo giro? ma nemmeno per sogno, qualcosa si porta a casa anche questa volta, per fortuna!

Manghen

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...valletta Alta, Fornasa alta, Demanio...
insomma 16 ore di giro, all'incirca, in una giornata memorabile: niente vento, niente nubi, sole, caldo, neve ghiacciata... Il giro comincia ben prima dell'alba quando dalla strada del Manghen, lasciata l'auto nel punto in cui la strada viene chiusa per l'inverno, si comincia a salire verso il rifugio della Fornasa Alta. da lì si punterà poi alla cresta sopra alla valletta e quindi, percorrendo la tutta sino al demanio si ridiscende per la strada forestale che passa dalla villa del Tres. Si sentono picchi cenerini in canto, troviamo un'arena di cedrone con impronte e fatte ma senza cedroni, nesun canto nella notte, nessun canto all'alba, niente. Sulla cresta segni di forcello, ma di nuovo sono solo impronte, niente versi, niente richiami... La luce dell'alba ammanta di un vivido arancio i rami dei larici ancora spogli e tra di essi danno il buon giorno le cince more le cince dal ciuffo e i fringuelli... niente cinc…