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Visualizzazione dei post da Marzo, 2017

Isola della Cona: indice

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20 e 21 febbraio, uscita in solitaria all'isola della Cona. Bel giro, molto interessante, un po' lontano, sarebbe eccessivo farlo in un giorno ma possibile in due. Merita sicuramente più visite in diverse stagioni: la fauna è in continuo mutamento tra migrazioni, stanziali, svernanti, nidificanti per cui una visita in un solo periodo probabilmente non può rendere merito al posto.


Basti pensare che lunedì c'erano 1400 oche e 400 gru, il giorno dopo un centinaio di oche grigie e basta... tutte partite, così, su due piedi. Interessante per i camminatori la passeggiata sino al punta più meridionale dell'isola, meno per i birders: poche volpoche e qualche airone bianco sono le uniche presenze notevoli durante la lunga passeggiata verso sud.  Il centro visite è ben strutturato, ottimi gli appostamenti per avvistamento e per fotografia, la pulizia generale e la cura del posto. Fuori dalla zona umida ricostruita, invece, il discorso è diverso: vento e onde fanno sì che il mar…

Isola della Cona: uccelli acquatici

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All'isola della Cona, in inverno, ci si va essenzialmente per le oche svernanti e migratrici.. oche... oche... oche, in quantità inimmaginabili! E' decisamente un paradiso per gli amanti dei censimenti e del cannocchiale: le distanze infatti non sono comunque mai semplici per la fotografia al punto che spesso, tra luce e posizione, diventa difficile distinguere le diverse oche presenti. Sicuramente lombardelle e oche selvatiche la fanno da padrone ma, nella giornata di lunedì (20 febbraio) se ne sono contate un totale di 1400 circa... come escludere qualche presenza diversa all'interno di queste nuvole grige? Per fortuna, per forme e dimensioni, sono ben più facili da distinguere le, relativamente poche, volpoche, ne ho contate una 15ina in tutto, nella grande zona d'acqua a sud del percorso attrezzato, quella ben visibile dal capanno d'osservazione su più piani. Purtroppo non hanno mai voluto saperne di avvicinarsi e, complice la posizione che le metteva sempre rig…

isola della Cona: cince e silvie

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I passeriformi di piccole dimensioni dell'isola della Cona sono poco variegati in specie curiosi ma non molto confidenti, insomma, per dirla in poche parole, selvatici: non sono cioè come quelli che si trovano in zone particolarmente turistiche, abituati alla presenza umana ed anzi dalle abitudini modificate da questa presenza, confidenti al punto da mangiare dalle mani degli uomini. No, niente di tutto ciò, all'isola della Cona i passeriformi si comportano esattamente come sulle nostre montagne: curiosano e osservano gli intrusi ma mantenendo sempre le debite distanze.

Isola della Cona: limicoli

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Lo ammetto candidamente: le oche non mi affascinano più di tanto e, sebbene curioso di vedere le vere oche selvatiche in migrazione, sono stato all'isola della Cona soprattutto nella speranza di immortalare i limicoli. Per il loro carattere sfuggente, per la loro presenza, almeno nella nostra regione, solamente nei periodi delle migrazioni (tranne qualche eccezione come la beccaccia) e per i loro atteggiamenti peculiari i limicoli hanno attirato la mia attenzione e così mi sono messo a cercarli tra tutti gli altri animali presenti nella riserva. Il primo giorno di permanenza sono stato molto sfortunato: solamente delle pavoncelle, al tramonto, molto lontane al centro della zona umida ripristinata. Il giorno dopo invece, forse grazie alle nuvole, i limicoli sono stati più confidenti e un bel numero di beccaccini è rimasto a portata di teleobiettivo svolazzando su un lembo di terra di fronte al posto di osservazione denominato "della Volpe". Alcuni poi si sono portati addir…

Isola della Cona: i cavalli Camargue

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L'isola della Cona è un hotspot importantissimo per gli uccelli migratori ma non è solo quello: la riserva naturale è infatti orgogliosa dei cavalli Camargue che si muovono in stato di libertà sull'isola. Il gruppo maggiore, a dir la verità, si trova in stato di semilibertà all'interno delle zone umide recintate. Intendiamoci il recinto non è per bloccare loro ma per bloccare noi, affinché si rispettino le zone naturali. Io non sono esperto di cavalli ma devo ammettere che fanno la loro scena e, soprattutto, sono molto fotogenici!