Valli di Comacchio, lo scrigno segreto 1
Ammetto, mi ci è voluto un sacco di tempo per pulire e scegliere le foto da pubblicare e, alla fine, ho scelto di non scegliere e di metterne davvero tante per questi quattro giorni nelle Valli di Comacchio.
Cominciamo allora con le paludi appena a nord delle Valli vere e proprie dove è molto facile incontrare le pavoncelle, eleganti e chiassose con il loro ciuffetto all'insù che ne caratterizza in maniera inequivocabile il capo.
Cominciamo allora con le paludi appena a nord delle Valli vere e proprie dove è molto facile incontrare le pavoncelle, eleganti e chiassose con il loro ciuffetto all'insù che ne caratterizza in maniera inequivocabile il capo.
Proseguiamo poi con uno degli incontri più interessanti: le marzaiole: questi anatidi di superficie sono migratori regolari sopra il nord Italia, non sono né svernanti né estivanti, quindi incontrarle è un evento del tutto casuale.
La loro livrea le distingue in maniera abbastanza netta soprattutto per lil ciglione bianco che sovrasta l'occhio e si estende sino alla nuca. Sono davvero entusiasta di portare a casa questi scatti che mancavano alla mia collezione.
La loro livrea le distingue in maniera abbastanza netta soprattutto per lil ciglione bianco che sovrasta l'occhio e si estende sino alla nuca. Sono davvero entusiasta di portare a casa questi scatti che mancavano alla mia collezione.
L'airone cenerino è invece una presenza antica su queste pagine ma è sempre un ardeide di grandi dimensioni, dal comportamento comunque schivo.
Altro incontro fortunato quello con le volpoche che in Trentino sono migratrici occasionali mentre qui sembrano essere di casa e ricoprire la nicchia dei germani reali con numeri anche molto elevati nelle diverse zone delle valli.
Il progetto alla base del viaggio era trovare lui, il combattente, in abito riproduttivo: l'anno scorso arrivai tardi, quest'anno invece in anticipo e così lo ritroviamo in abito prettamente mimetico.
Ecco altre volpoche, davvero molto presenti e comuni in questo momento. (siamo ai primi di aprile, come detto... sistemare le foto per creare questi articoli non è stato facile).
Tra tutti gli animali presenti le volpoche sono forse le meno propense ad accettare le presenza dei fotografi, volando via e spostandosi molto prima di essere avvicinate, dando inoltre l'allarme a tutti gli altri volatili presenti che poi a ruota si mettono in volo.
Tra tutti gli animali presenti le volpoche sono forse le meno propense ad accettare le presenza dei fotografi, volando via e spostandosi molto prima di essere avvicinate, dando inoltre l'allarme a tutti gli altri volatili presenti che poi a ruota si mettono in volo.
L'ibis sacro è più tollerante, forse perché spesso concentrato a guardare in basso alla ricerca di cibo: l'ibis è infatti un cacciatore e deve quindi cercare le sue prede mentre i vegetali che sono il nutrimento delle volpoche sicuramente non scappano né si nascondono.
L'airone bianco si aggiunge a quella che a tuti gli effetti sembra essere la festa degli ardeidi: cenerino, bianco e garzetta sono qui contemporaneamente presenti.
Sebbene la spatola possa sembrare, per colori e portamento, parente stretta degli aironi, in realtà è tassonomicamente associata agli ibis con i quali condivide un becco specializzato per il tipo di cibo che sta alla base della sua dieta.
Ed ecco la garzetta fare capolino in volo. All'appello manca la sgarza ciuffetto ma credo abbia dato spettacolo più che sufficiente l'anno scorso!
Altro animale non proprio facile da fotografare, specie qui dove può muoversi in spazi aperti ampissimi allontanandosi velocemente dalla posizione di primo avvistamento è il falco di palude, qui colto in uno dei passaggi più ravvicinati (e non è per nulla vicino).
Salvo qualche esemplare, il grosso delle spatole è raggruppato quasi al centro di una delle più ampie zone palustri, ben lontani dai tratturi di perlustrazione.
Ancora una marzaiola si muove in uno specchio d'acqua più aperto, con meno vegetazione tra cui ripararsi.
Questa volta è il cenerino a dare l'allarme a tutti e allontanarsi per primo in volo mostrando estesa la sua imponente apertura alare.
Nella penombra di una giornata grigia e ventosa questo cavaliere d'Italia, in equilibrio su una gamba sola, sgranchisce le ali.
Anche il cavaliere, come i limicoli più piccoli, in questo periodo dell'anno è particolarmente "vocioso".
Anche il cavaliere, come i limicoli più piccoli, in questo periodo dell'anno è particolarmente "vocioso".
Il passo marziale di questo ibis sacro sembra davvero minaccioso, forse per via dell'estensione delle sue dita.
Termino questa prima carrellata di foto con due esemplari di combattente, di cui il primo mostra una prevalenza bianca nel collo, segno di un maschio satellite, mentre il secondo dai colori più scuri sul capo e sul collo, si presenta come un maschio indipendente pronto a difendere il suo territorio.


























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