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Islanda, indice del diario di viaggio

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L'immagine sottostante rappresenta un'indicazione di massima del viaggio in Islanda, mancano alcune deviazioni al percorso principale che ci siamo permessi. Nei singoli articoli una descrizione migliore: Reykjavík Il circolo d'oro Vik Ingólfshöfði Fjallsárlón e Ice Lagoon Il paradiso dei pulcinella di mare Il lago Myvatn Húsavík, Geitafoss, Akureyri e i cumuli funerari Borðeyri Tungurif, Breiðavík Beach, Látrabjarg e Rauðisandur verso sud partire è un po' morire

Reykjavík

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In una immagine sola, i due simboli della città di Reykjavik: la via arcobaleno e la chiesa Hallgrímskirkja sulla collina Skolavorduholt, interpretazione neomoderna (è stata completata nel 1983!) di chiesa protestante. Queste chiese sono caratterizzate dall'avere il camapnile integrato nella struttura e posto a sormontare l'ingresso principale dell'edificio. La via arcobaleno, detta così per l'evidente colorazione del manto stradale, interseca a V molto stretta l'altra via pedonale che rappresenta il cuore turistico della città vecchia. L'edificio più rappresentativo della città moderna è invece il teatro Harpa, spettacolare struttura coperta interalmente in elementi eseganonali in vetro. La scelta di qjesta particolare struttura può essere letta in due maniere: da un lato sicuramente permete dei naturali giochi di luce, dall'altro richiama le strutture delle colonne basaltiche.

Il circolo d'oro

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Il nostro tour parte necessariamente dai dintorni di Keflavík, l'aereoporto internazionale islandese attorno a cui (a 10 minuti di distanza con navetta) si accumulano tutti i noleggiatori di camper e simili. In realtà già durante l'atterraggio, mente l'aereo si sposta da una pista di rullaggio all'altra, si vedono i lupini americani, il fiore che colora tutta l'Islanda non coperta da lava o muschi. La sua diffusione è enorme, specie nel sudest del paese e colora vallate, pianure e pendii con il suo violetto. Ma il paesaggio cambia rapidamente in Islanda e così si passa dal viola al nero delle distese laviche che riempiono le zone vuote, lungo la strada che porta alla capitale (l'unica strada a 4 corsie di tutta la nazione).

Vik

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Cascate? sì, tante, impossibile ricordare tutti i nomi e qui nel sud est dell'isola, si assomigliano un po' tutte, cadendo dagli altopiani coperti dai ghiacciai direttamente verso le pianure al livello del mare. Questa però è particolare: vista la conformazione della roccia sovrastante, dietro la cascata c'è un sentiero che permette di farle il giro completo. Ovviamente anche qui, alla Seljalandsfoss, il posteggio è a pagamento... cara la mia Islanda! Se guardando verso l'entroterra si ha la roccia che scende in verticale, girandole le spalle e guardando versoil mare si ha una pianura, una distesa di verde, una delle poche con fiori diversi dal lupino americano!

Ingólfshöfði

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Partendo da Vik e continuando sulla A1, il paesaggio offre ancora delle spettacolari cascate verticali, immerse in un mare d'erba verde brillante, almeno per un po', perché poi l'estetica del paesaggio cambia radicalmente e ci troviamo in ua distesa coperta da ciottoli più o meno rotondeggianti, di dichiarata origine vulcanica, ricoperti da uno spesso strato di muschio.

Fjallsárlón e Ice Lagoon

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Il più grande spettacolo offerto dall'Islanda? probabilmente sì, qui, dove i ghiacciai eterni (si spera) raggiungono i laghi costieri e si genera l'effetto dei mini iceberg, frammenti di ghiaccio più o meno estesi che, staccandosi dal ghiacciaio, seguono la corrente dell'estuario del lago e si lasciano trasportare sino al mare. Questo effetto lo si vede nascere a Fjallsárlón, mentre per vedere come prosegue bisogna spostarsi ancora un po' più ad est.

il paradiso dei pulcinella di mare

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Con negli occhi ancor il scintillio dei ghiacci della laguna, ci dirigiamo verso nord. La strada è lunga, perché costeggia molti fiordi, entrando e uscendo da ogni insenatura. La A1 punta poi verso l'interno ma, sorpresa, si trasforma rapidamente in una multtiera a due corsie, con pendenze improbabili e buche ovunque. Il nostro povero motorhome sembra piegarsi, soprattutto a causa del vento che si sta alzando ed aumentando rapidamente di intensità, con raffiche impossibili. Desistiamo, torniamo indietro e riprendiamo a costeggiare i fiordi, su strada asfaltata e con pendenze più graduali. Puntiamo a raggiungere Egilsstaðir, tappa intermedia, cittadina che si trova su un nodo di strade che si diramano in molteplici direzioni. La raggiungiamo con un tempo di percorrenza notevolmente superiore alle nostre aspettative, così eliminiamo la visita a Seyðisfjörður, interessante per la sua architettura, e puntiamo a Borgarfjörður Eystri, punto d'ingresso per il mondo dei pulcinella di m