-canneti di San Cristoforo - picchio nero.

Altro giro ai canneti di San Cristoforo che comunque sembrano essere il posto più interessante e movimentato in questo periodo.
L'avvio non è dei migliori però, a dare il buongiorno in un mattino caratterizzato da basse temperature
 (-4°C) ben sopportabile grazie al bassissimo tasso di umidità ci pensa un semplice fringuello solitario, intento a cercare cibo nei pressi del piccolo ponticciolo a lato del parco.


Nel solito angolo gli aironi cenerini sembrano essere leggermente aumentati in numero ed anche in attività, con voli frequenti, soprattutto sul lato opposto della vegetazione, quella verso l'entroterra. Qui invece uno dei rari sorvoli sopra lo specchio d'acqua. 
Ma se i cenerini sono più attivi e numerosi, nulla possono contro il soverchiante numero dei cormorani, dediti per la maggior parte del tempo a scaldarsi al sole e quindi ben visibili, sebbene lontani, dalla mia postazione.

Poi ecco arrivare in volo qualcosa che proprio non ti aspetti di vedere: la macchia nera che picchia da un albero all'alto come un missile scuro, ad ali chiuse, è un picchio nero, il primo picchio nero che riesco ad immortalare. I suoi posatoi sono sempre in mezzo agli alberi, coperti da rami quando non sono addirittura alberi di seconda o terza fascia rispetto a quelli direttamente esposti sul lago. 
Resta a gironzolare intorno per un bel po' prima di sparire e non farsi più né vedere, né sentire.


Si ritorna così alla normalità mentre un cormorano passa a nuoto, rompendo l'abitudine del sorvolo di questi antichi predatori.
La cosa particolare di questi giorni è il canto isolato e solitario, del porciglione.
Uno mi passa in volo praticamente quasi tra le gambe, rendendo di fatto impossibile fotografarlo (anche per i tempi di reazione concessi!!)
Deluso mi porto allora di nuovo sulla spiaggia della Darsena dove i sassi affioranti dall'acqua offrono un valido posatoio per gli uccelli e una bella ambientazione per il fotografo.
Qui un pettirosso si mette in posa per farmi fare delle prove. 
Questa zona è senza ombra di dubbio il regno delle folaghe che, per numero, battono gli altri acquatici presenti. 
Tra i rallidi sono inoltre i più confidenti, non disdegnando di farsi nutrire dai generosi turisti.
Un gradino sotto, sulla scala della tolleranza all'uomo, metterei la gallinella d'acqua, mentre l'ultimo posto per distacco va al porciglione, che assai difficilmente lascia la sua confort zone tra le canne per avventurarsi in spazio aperto.
Ma le prove di inquadratura fatte prima con il pettirosso hanno portato fortuna! Eccolo il porciglione avventurarsi proprio in prossimità dei sassi adocchiati in precedenza

Ringrazio il pettirosso portafortuna con un bel primo piano.
Tra le folaghe che pasteggiano sulla spiaggia fa capolino un esemplare immaturo di gallinella d'acqua, possiamo dire che è stata la mattinata dei rallidi!

Forse proprio il suo stato di immaturo l'ha reso più confidente del solito.


Mentre torno di nuovo verso il canneto mi lascio attrare da una femmina di germano reale che, perfettamente illuminata dal sole basso di stagione, si sta dedicando alla toilettatura, incurante delle mie attenzioni.


Stessa zona ma più al largo, un esemplare solitario di moriglione. Presenza molto scarsa quest'anno, ma comunque più presente rispetto alle morette.
Passeggiando avanti e indietro per la zona, torno al canneto nella speranza di risentire il canto del picchio nero, invece di nero trovo solo le sfumature sull'airone cenerino che presidia la garzaia mentre i cormorani arrivano contemporaneamente facendo un giro di avvicinamento largo sopra al pontile della ca rossa.

Il rapporto tra queste due specie è chiaramente a vantaggio dei cormorani, nonostante l'airone cenerino sia più grande, infatti, anche in questo caso, vedendo tutto lo stormo in avvicinamento, si fa prendere dall'ansia (empatia??) e si sposta altrove, lasciando liberi i posatoi più vicino all'acqua...

... posatoi che vengono per l'appunto presi subito d'assalto dai cormorani in arrivo.
Mentre mi allontano, il brulicare di ali su un albero mi incuriosisce: si tratta di uno stormo di lucherini, per niente propensi a farsi avvicinare per una fotografia più carina. 
Nel tornare a casa faccio il giro largo e passo dall'Ingjhiaie dove non si nota nessun movimento particolare se non una poiana su un palo della luce, in cerca di prede.


 

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