Canneto di San Cristoforo, in mezzo a tante assenze, una sorpresa
Canneto di San Cristoforo al Lago, il paesaggio invernale è coperto da una leggera nebbiolina nelle prime ore del mattino, dovuta al "respiro" del lago che, incontrandosi con l'aria fredda, condensa in piccole goccioline sospese.
L'aria è frizzantina, il sole basso all'orizzonte di una tipica bella giornata invernale.
Di contraltare l'avifauna è davvero scarsa: in questo angolo di lago di solito c'è una distesa di morette in svernamento, ora ce ne sono davvero poche. A non mancare mai sono i cormorani che condividono abastanza pacificamente la garzaia con gli aironi cenerini, molto minori di numero.
Anche i gabbiani reali solitamente presenti in discreto numero durante i mesi invernali quest'anno si fanno desiderare, mentre delle nuvole di gabbiani comuni non è rimasta nemmeno l'ombra.
Davanti agli occhi di due tuffetti in canto, un cormorano si dedica alla toilettatura creando rumorosi gorgoglii d'acqua quando sbatte di piatto le ali sulla superficie.
In zona Darsena si muove un'oca grigia solitaria. Di solito sul lago si muovono in stormi numerosi ma questa sembra prediligere un po' di solitudine.Un esemplare di svasso maggiore si muove tra le canne, solitamente prediligono spazi più aperti ma forse ha semplicemente passato la notte riparandosi dal fretto all'interno del canneto ed ora esce per affrontare una giornata di pesca.
Torno al canneto e il mio avvicinarsi non passa inosservato, dall'anfratto più isolato del canneto si alza spaventato un tarabuso che sorvola tutto lo specchio d'acqua allontanandosi velocemente verso le canne ben oltre la darsena.
Ardeide di grandi dimensioni non ci mette molto ad allontanarsi. provo a seguirlo, prima con lo sguardo e poi a piedi, ma non l'ho più reincontrarlo. Purtroppo il suo volo è stato completamente contro luce!
Abitante abituale dei nostri laghi, la folaga comincia con il freddo la stagione degli accoppiamenti, così mentre la maggior parte degli esemplari cerca di pasteggiare tranquillamente alternandosi tra l'acqua e la terra ferma, un maschio si muove svelto a testa bassa, proteso sull'acqua, puntando a tutti i suoi conspecie presenti in acqua.
La tranquilla nuotata mattutina si trasforma così velocemente in una fuga repentina dall'indesiderato corteggiatore.
Gli aironi cenerini cercando di ripristinare il controllo sui nidi degli anni precedenti, monitorando e controllando la zona in numero dominata dai cormoraniLa timida gallinella d'acqua si muove circospetta nel piccolo golfo del canneto pronta a sparire tra le canne al primo accenno di pericolo, reale o presunto.
Novità per questa zona del lago la presenza di una gazza, che infatti si è fermata molto poco prima di involarsi verso la costa sud occidentale.
Ritorno a pattugliare la spiaggia della Darsena, sperando di trovare il tarabuso, invece trovo solo un piccolo pettirosso che saltella sulla spiaggia e una gallinella d'acqua che scappa via verso le passerelle del porto non appena si accorge di essere inquadrata dal mio obiettivo.
L'esplorazione della seconda parte del canneto, quella verso Valcanover, non porta a miglior esito per l'osservazione del tarabuso, in cambio trovo sulla spiaggia tutte le alte oche grigie che solitamente abitano il lago. Bastano pochi passi sulla spiaggia e si involano per andare a posarsi in acqua molto più avanti, di fronte all'ex ambaradan.
Vista d'insieme della garzaia degli aironi cenerini e dei cormorani.
Poi la luce lascia velocemente la superficie del lago restando ad illuminare solamente le cime lontane.
Nella penombra della sera si muovono tre moriglioni, gli unici adocchiati nella giornata dedicata al lago di Caldonazzo nella zona dei canneti di San Cristoforo
























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