San Cristoforo con la neve

Lo scenario è interessante, un filo di neve sulla spiaggia, sarebbe un'ambientazione fantastica per il porciglione che si sente in effetti cantare tra le canne schiacciate dalla nevicata.
Intanto concentriamoci su quel che c'è, un folto gruppo di folaghe stanziali.

Se ne stanno tranquille al pascolo, abituate alla presenza umana, al punto che si avvicinano anche troppo alla mia postazione.


Comportamento analogo per un giovane esemplare di gallinella d'acqua che si unisce alle folaghe nel pascolo sulla spiaggia, forse sentendosi protetto da queste ultime, dimensionalmente più grandi.


Il solito pettirosso attraversa lo specchio d'acqua e si ferma su un masso per valutare la situazione prima di sparire tra le canne dalle quali proviene ora, oltre al canto del porciglione, anche quello del tuffetto. 
Ecco il nostro giovincello passeggiare sul bagnasciuga, la diffrazione della luce sulla neve in primo piano fa quasi un effetto nebbia.


Poi riappare un esemplare di folaga un po' stolcher: si lancia in inseguimenti sia in acqua che fuori, costringendo gli altri esemplari ad una rapida fuga.
Qui mentre si butta ad ali spiegate sul gruppo che sta tranquillamente nutrendosi.


Quasi ad ogni escursione vedo passare anche la ballerina gialla ma tende a non avvicinarsi per nulla: nervosa nei modi e nei movimenti scatta in volo al primo movimento percepito.
La coppia di germani reali, ingrigiti dall'aria fredda e biancastra per la coltre di nubi gonfie di neve, nuota disinvoltamente nell'acqua fredda.
E' ora di spostarsi nel canneto per controllare se si vede il tarabuso o il picchio nero che non danno segno della loro presenza.
Nella luce grigia del tramonto si odo soprattutto gli schiamazzi degli aironi cenerini intenti in inseguimenti attorno ai nidi.


Anche i cormorani hanno il loro bel andirivieni ma sono silenziosi.










 

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