lnghiaie, caccia sfrenata
L'inverno arriva e ammanta tutto di bianco, quando non ci pensa la neve, ormai sempre più scarsa a qualsiasi quota, è la brina a ghiacciarsi sugli steli d'erba e creare un'ambiente prettamente nordico nell'aspetto, popolato da stormi di passeri numerosissimi.
Le cannelle nei pressi di Barco di Levico ne sono piene, iperattive nonostante il freddo e terribilmente diffidenti, si spostano in nuvole scomposte tenendosi sempre a distanza.
Anche le cinciarelle, solitamente molto confidenti, con il freddo sono diventate più guardinghe... e io che pensavo di consolarmi con loro delle pessime catture della giornata!
Poi nel Brenta uno spioncello intento a fare colazione e a darsi una bella pulita e rinfrescata al piumaggio mi da finalmente un po' di soddisfazione. Usando l'automobile come capanno mobile, come già verificato in diverse occasioni, si da meno fastidio che avvicinandosi a piedi così, dalla riva del fiume, mi è stato possibile spiare lo spioncello.
Lo spioncello è rimasto per un bel po' sul sasso e poi nell'acqua più prossima alla roccia stessa così se le prime foto sono state lontane e spesso anche mosse, con tempo e la cautela è stato possibile effettuare catture più interessanti.
E' il primo spioncello che vedo e la scena non si è più ripetuta nei giorni successivi, quando sono tornato sul posto sperando di reincontrarlo.
E' il primo spioncello che vedo e la scena non si è più ripetuta nei giorni successivi, quando sono tornato sul posto sperando di reincontrarlo.
Una macchia gialla e blu tra i rami e siamo di nuovo alla torretta dell'Inghiaie dove le cinciarelle sono comunque sempre di passaggio.
Caccia alla cacciatrice: l'averla maggiore è un predatore capace, non facciamoci ingannare dalla sua linea pulita, elegante e rassicurante: è in grado di catturare e predare topi grandi quanto lei!
Inoltre è terribilmente rara, in tutta la zona che si estende da oltre Barco di Levico a est sino a tutto l'Inghiaie a ovest ce n'è un solo esemplare: la probabilità di imbattersi in lei diventa quindi molto bassa, ci vuole una battuta di caccia di gruppo per tenere sotto controllo più aree e riuscire, forse, a localizzarla. Questa volta è andata quasi bene: è così bianca che anche a distanza è ben visibile ma la distanza rimane comunque davvero tanta.
Inoltre è terribilmente rara, in tutta la zona che si estende da oltre Barco di Levico a est sino a tutto l'Inghiaie a ovest ce n'è un solo esemplare: la probabilità di imbattersi in lei diventa quindi molto bassa, ci vuole una battuta di caccia di gruppo per tenere sotto controllo più aree e riuscire, forse, a localizzarla. Questa volta è andata quasi bene: è così bianca che anche a distanza è ben visibile ma la distanza rimane comunque davvero tanta.
Ultimo atto della giornata, ancora direttamente dalla macchina che, in giornate così fredde, non è solo un capanno, ma anche un caldo e comodo rifugio dove aspettare il soggetto da fotografare, questo pettirosso che sfrutta ciò che resta delle canne del granturco dopo la mietitura per tenere sotto controllo la zona e cercare semi e larve.















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