Lago di Garda Nord, Torbole, il Sarca e Riva
Con le sue quasi 50 foto, questo post avrebbe forse meritato di essere suddiviso in più parti, ma essendo il frutto di andate e ritorni attorno ai luoghi più interessanti del Garda trentino per quel che riguarda gli acquatici, ho preferito tenere tutto in un unico blocco.
Partiamo dalla data, che è importante: è il 16 maggio, non un sabato qualunque visto che arriva dopo la tempesta perfetta: vento, acqua e persino neve fresca sulle cime. Al mattino il ondo è ancora molto grigio e in questo grigiume, come falci nere, si muovono rapidissimi i rondoni comuni.
Partiamo dalla data, che è importante: è il 16 maggio, non un sabato qualunque visto che arriva dopo la tempesta perfetta: vento, acqua e persino neve fresca sulle cime. Al mattino il ondo è ancora molto grigio e in questo grigiume, come falci nere, si muovono rapidissimi i rondoni comuni.
Le folaghe invece, nella foce del Sarca, fanno la voce grossa, rincorrendosi e disturbandosi a vicenda.
Questo comportamento è tipico della specie, con brevi rincorse che terminano quasi sempre con un allontanamento di entrambi dalla zona iniziale senza che l'inseguitore raggiunga mai l'inseguito.
Questo comportamento è tipico della specie, con brevi rincorse che terminano quasi sempre con un allontanamento di entrambi dalla zona iniziale senza che l'inseguitore raggiunga mai l'inseguito.
Ma è sulla spiaggia appena a destra della foce del Sarca che avviene uno degli incontri più interessanti: un intero stormo di fistioni turchi dorme sul bagniasciuga del lago: probabilmente è stato sorpreso dalla tempesta della sera prima in piena migrazione ed è stato costretto ad interrompere qui il suo viaggio verso nord.

E mentre all'orizzonte la luce da temporale stenta ad andare via, sopra al lago centinai di rondini delle diverse varianti (rondoni, balestrucci e rondini comuni) fanno colazione con scorpacciate di invisibili insetti.
Intanto qualche esemplare di fistione turco comincia a risvegliarsi, stiracchiandosi e dandosi una bella grattatina al mento, come questa femmina.
Un maschio più attivo ha già abbandonato il gruppo e sta perlustrando le acque all'interno del piccolo porto turistico di Linfano.
Mi sposto sul lato sinistro della foce del Sarca, nell'angolo di ripristino naturale che stanno sempre più proteggendo con palizzate protettive molto strette.
Proprio sui pali nel lago è normale ormai da anni trovare cormorani nelle posizioni più disparate: in questo caso la classica asciugatura delle ali.
Proprio sui pali nel lago è normale ormai da anni trovare cormorani nelle posizioni più disparate: in questo caso la classica asciugatura delle ali.
Più in basso, tra vegetazione e acqua, nello spazio riparato e protetto dai pali, si muove una guardinga gallinella d'acqua: è ora di colazione per tanti, anche se la luce è ancora fioca a causa di una fitta copertura di nubi violacee.

Continuo sul lato sinistro dirigendomi verso il porticciolo di Torbole. Sulla spiaggia una passera d'Italia femmina zampetta tranquillamente. mentre un fringuello si staglia contro il blu del lago.
Questo svasso maggiore sta invece portando avanti il lavoro nato da una scelta davvero infelice: quella di usare il timone di una barca a vela ormeggiata come base per costruire il suo nido: prevedo discussioni tra il padrone umano del veliero e il padrone pennuto del nido.
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Da qualche giorno si parla sulla mailing list della presenza di una nidiata di smerghi maggiori nel Sarca, una bella novità e le speranze vengono alimentate dall'individuare questa femmina solitaria che naviga tranquilla di fronte alla spiaggia di Torbole.
Risalgo allora il Sarca alla ricerca della famiglia di smerghi.
Lungo il fiume localizzo una coppia di morette, dovrebbero essere già partite tutte per il nord ma questa copia ha tardato e si trova ancora qui.
Una ballerina bianca, sull'altr sponda del fiume, cattura la mia attenzione, la seguo con lo sguardo sino a che non si posa per bere, a grande distanza.
I germani reali hanno già i loro pulcini a cui badare: le nidiate possono essere anche molto numerose, stupisce una femmina con un solo piccolo al fianco.
Sul Sarca è facile imbattersi in uno dei più pesanti e grandi uccelli d'Europa: il cigno reale.
Questo esemplare alza e arruffa le piume per usarle come una vela e sfruttare il vento per navigare lungo il fiume.
Arrivo sino alla diga, mi giro e torno indietro, degli smerghi maggiori nessuna traccia, in cambio sono sempre presenti gli svassi maggiori.
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mentre sui soliti pali di delimitazione i cormorani sono dediti alla toilettattura delle piume.
Lascio Torbole e mi dirigo verso Riva, attraverso la ciclabile che costeggia la strada. Lungo il percorso non c'è nulla da segnalare, la zona sembra avere poca attrattiva se non per qualche svasso maggiore solitario.
In quel di Riva, tra le fronde, scopro questa bella cornacchia grigia in posa e poi, al porto, un cormorano solitario molto confidente che si lascia fotografare da molto vicino senza mostrare alcun tipo di allarmismo: molti lo fotografano con i telefonini, senza problemi.
Guardando verso sud, verso Malcesine e il monte Baldo, ecco come appaiono le montagne: la nevicata della sera prima è ancora ben visibile, così come il limite sino a dove è scesa.
Al porto c'è un po' di movimento: si stanno preparando allenamenti con i gusci a vela della classe optimist. nonostante questo in zona si muovono due famigliole di cigni reali, ognuna con tre "pulcigni" con già il piumino bianchissimo: non sono più dei brutti anatroccoli.
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Ma il colpo di fortuna avviene tornando indietro, subito dopo il transettone di collegamento tra le due località balneari, disceso sulla spiaggia di Linfano, ecco mostrarsi uno svasso piccolo solitario in abito riproduttivo. E' già stato segnalato sulle mailing list dei birdwatcher delle dolomiti ma per tutta la mattinata sembrava sparito, tanto che ormai non ci pensavo più, invece eccoli qui, in tutta la sua spavalda pettinatura.
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Ancora un passero d'Italia intento nell'alimentazione, alimentato da turisti stranieri che lasciano briciole di pane.
Il giro si conclude con i fistioni turchi che si fanno le "coccole" mentre un maschio pensa bene di darsi una "rinfrescata" al piumaggio.
Mentre me ne sto andando ricompare la femmina di smergo maggiore, chissà dove saranno i maschi???
Riparto con il dubbio, poi nella zona industriale di Arco mi fermo e vado sulla ciclabile per affacciarmi sul Sarca... eccoli: se ne stanno al sole appena uscito con il bianco del loro piumaggio che abbaglia.
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