ottico o software

Nella foto naturalistica si sa, gli obbiettivi non hanno mai una focale lunga abbastanza.
Spesso si ricorre ai moltiplicatori di focale ma la domanda che tutti si fanno è: aiutano davvero?
L'ottica di base è il 70-200 f2.8 Sigma HSM (non macro e non stabilizzato), il moltiplicatore è il 2x della sigma.

La prima fotografia è un crop al 100% di un'immagine presa con il moltiplicatore inserito.
L'immagine mostra chiaramente segni di aberrazione soprattutto attorno al soggetto, ulteriormente enfatizzati dall'uniformità dello sfondo.
 Il secondo scatto invece è stato ottenuto con il 70-200 liscio, usando showFoto 1.6.0 per riscalare l'immagine al 200% e poi effettuare un crop di dimensioni pari al precedente.
Il dettaglio, nonostante l'aberrazione cromatica, è forse superiore con il moltiplicatore hardware, ma la nitidezza è senza alcun dubbio superiore con l'ingrandimento software.
Questo significa che se il bersaglio è lontano (e questo svasso maggiore era effettivamente lontano), a poco valgono i moltiplicatori, meglio puntare su ottiche nativamente più lunghe e comunque armarsi di santa pazienza ed aspettare che l'animale si avvicini.
Per esperienza, il discorso diventa diverso quando l'animale è sufficientemente grande / vicino da riempire bene l'immagine: in questo caso il moltiplicatore di focale, offrendo un'immagine più grande al sistema di messa a fuoco e di lettura esposimetrica, permette alla macchina di fornire prestazioni migliori in fase di  scatto, compensando i difetti intrinseci di una moltiplicazione.
Il 2x rimane comunque il limite della moltiplicazione e i risultati dimostrano come sia improabile riuscire ad ottenere buone foto moltiplicando ulteriormente.
Sul digitale, secondo me, è meglio diffidare di combinazioni 1.4 + 2 x (montare cioè i due moltiplicatori in tandem) o di 3 x (qualcuno si trova ancora in giro). Meglio andare di crop e moltiplicazione di pixel via software, il risultato è qualitativamente paragonabile se non superiore.

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