CEDRONE


Questo è il racconto di una lunga notte fotografica.... ed in quanto tale sì, ci sono anche le foto!

Altopiano di Asiago, tre e mezzo di mattina del 5 maggio, inizia una lunga camminata di avvicinamento all'arena di canto del gallo cedrone.
Dopo oltre 40 minuti di cammino, zaino fotografico in spalla, seggiolino per l'attesa e treppiede a tracolla e
un capanno da portare in due, venti minuti per ciascuno.... questi gli ingredienti per una mattinata di caccia!
Dieci minuti prima di raggiungere la zona si spengono le piccole torce portatili, usate per illuminare pochi
metri davanti ai piedi durante il cammino.
Sono le 4 e 10 circa, ci inoltriamo nel bosco e ci fermiamo a riposare, bisogna trovare il posto migliore per piazzare il capanno.

Alcuni galli cominciano timidamente a cantare, sono tre, almeno, e non molto convinti. E' ancora presto e il gallo dominante ancora non ha cantato.
Saliamo nel bosco accompagnati dal canto di una civetta capogrosso che sembra arrivare da abbastanza lontano.
Cerchiamo un piccolo pianoro per piantare il capanno.
Alle quattro e mezza circa il capanno è pronto e noi siamo in postazione.
Giusto in tempo visto che ora lo spettacolo canoro entra nel vivo con l'entrata in scena del potente canto del gallo dominante. Lo scontro canoro durerà un bel po', con scontri all'ultimo schiocco.
Poi il primo gallo scende a terra, è sopra al nostro appostamento, ottima notizia per quando arriverà un po' di luce.
Poi altri due, uno dietro di noi sulla destra, l'altro proprio sotto di noi.
Il rumore delle loro possenti ali tra i rami secchi del bosco al risveglio di primavera è impressionante, al sentirlo mai lo si assocerebbe ai movimenti di un uccello... anche se questo non è proprio un uccellino, parliamo di un tetraonide che può raggiungere, alle nostre latitudini, anche i 5 kg (nei paesi scandinavi può superare i 6), parliamo quindi del tetraonide più grande.
Ancora non c'è luce ma la mia guida, dall'occhio molto allenato, riesce a vedere i movimenti del gallo sopra di noi.
E' su un pianoro e si sposta saltando di qua e di la.... almeno così mi dice perché io davvero non riesco a localizzarlo.
Alle sei la situazione della luce è ancora questa:


davvero troppo poca per le mie scarse capacità visive.
Ma basta mezz'ora e i primi raggi del sole passano tra i rami e cominciano ad offrire un po' di visibilità.


Nella piana scelta dal gallo sopra di noi si sono avvicinati altri due galli e si sfidano a suo di canti.

poi uno scende e va a posizionarsi ad una quindicina di metri circa dalla nostra postazione...
c'è abbastanza luce e così si comincia. E' in posizione perfetta ed è nostro, non ha il benché minimo scampo:
la sua immagine rimarrà per sempre nelle nostre memorie digitali... ma lui questo non lo sa: grazie allo scatto silenziato delle D300S infatti all'animale non viene arrecato alcun disturbo.






La mia fortuna sfacciata finisce qui, ma è già stata davvero tantissima.
Altri galli si muovono in giro ma l'arrivo di alcune nubi che diminuiscono la luce a disposizione e la posizione da loro assunta, in controluce, nel bosco più fitto ed a distanza maggiore, riduce di molto la possibilità di altri scatti di qualità.
Ma non è un problema, continuiamo a gustarci gli spostamenti, i salti buffi ed i canti di questi galli e la loro ruota maestosa, accontentandoci, si fa per dire, del privilegio di poter osservare questo spettacolo della natura dal vivo!
Un privilegio per il quale ci vuole una gran dose di ehmmm, diciamo fortuna anche se non rende abbastanza bene l'idea e... le amicizie giuste!!!
Aspettiamo fin quasi le nove prima di smontare il capanno e riprendere la strada verso la macchina:
i galli devono assolutamente terminare i loro rituali di accoppiamento in santa pace, disturbarli significherebbe rischiare di compromettere le generazioni future, un comportamento che sarebbe stupido oltre che oltremodo ed insopportabilmente egoista.

In conclusione un sentito ringraziamento va alla mia guida in questa impresa, Damiano, senza il quale queste foto non sarebbero mai state possibili.

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