Valli di Comacchio, dalla Stazione Foce alle Saline 2
Dalla stazione foce alle saline e ritorno è una bella passeggiata di 6 km totali, soprattutto perché per un lungo tratto non vi è ombra da sfruttare per rinfrescarsi un attimo e già ai primi di aprile il sole scalda forte. di fronte al bar della stazione foce da il benvenuto una garzetta che si mette in posa a favore di sole.
Completamente diverso il volo della spettacolare sterna comune, elegante e veloce nei suoi movimenti e nel suo aspetto. La sterna comune, in particolare, è in grado di fare lo "spirito santo" quando, in caccia, attende l'avvicinarsi alla superficie della preda adocchiata.
Quando poi la cattura va a buon fine la preda va portata via velocemente, altrimenti c'è il rischio che altri lardi vengano a reclamarla e a cercare di portarla via.
Quando poi si arriva alle saline è innegabile che il grosso dell'attenzione lo rubano loro: i fenicotteri rosa. Sarà per la forma buffa del becco, strettamente funzionale al tipo di nutrizione adottata.
I gabbiani comuni presentano il cappuccio color cappuccino ormai completo, segno che sono in abito riproduttivo.
Anche se per un po' sembra tollerare senza problemi il viavai di persone che la guardano distrattamente, dopo un po' si mette a cantare con insistenza per poi decidere di andarsene.
Un esemplare di cavaliere d'Italia sorvola velocemente lo specchio d'acqua di fronte al molo dei battelli turistici che fanno il giro della laguna, I puti di fermata si trovano sulle risicate spiaggette delle piccole isole che emergono qua e la di fronte alla torre di osservazione.
Questa foto di famiglia presenta ben tre tipologie di ardeidi presenti contemporaneamente nello stesso posto: aprono e chiudono il gruppetto, come due immense parentesi, due esemplari di airone cenerino, per dimensioni, in Europa e tra gli ardeidi, è secondo solamente all'airone bianco maggiore che si trova proprio al centro della foto. Tra lui e il primo dei cenerini si trova poi una garzetta mentre nascosto tra l'airone bianco maggiore e l'ultimo dei cenerini si trova un intruso, un gabbiano comune che chiamerò Leonardo.
A destra ancora due esemplari diversi di ardeidi, in primo piano a fuoco il grande airone bianco maggiore, sullo sfondo, fuori fuoco, l'appena più piccolo airone cenerino.
A destra ancora due esemplari diversi di ardeidi, in primo piano a fuoco il grande airone bianco maggiore, sullo sfondo, fuori fuoco, l'appena più piccolo airone cenerino.
Dalla famiglia degli ardeidi a quella dei laridi: sui corrimano delle passerelle che congiungono i bilancioni un nutrito gruppo di gabbiani reali si gode il sole.
Ogni tanto qualcuno si alza in volo e attraversa in perlustrazione con volo battuto lento gli specchi d'acqua.
Ogni tanto qualcuno si alza in volo e attraversa in perlustrazione con volo battuto lento gli specchi d'acqua.
Completamente diverso il volo della spettacolare sterna comune, elegante e veloce nei suoi movimenti e nel suo aspetto. La sterna comune, in particolare, è in grado di fare lo "spirito santo" quando, in caccia, attende l'avvicinarsi alla superficie della preda adocchiata.Le sterne si trovano lungo il terrapieno che, dritto come una linea tracciata con un righello, collega le due sponde opposte della valle.
Quando poi la cattura va a buon fine la preda va portata via velocemente, altrimenti c'è il rischio che altri lardi vengano a reclamarla e a cercare di portarla via.

Quando poi si arriva alle saline è innegabile che il grosso dell'attenzione lo rubano loro: i fenicotteri rosa. Sarà per la forma buffa del becco, strettamente funzionale al tipo di nutrizione adottata.
Questi grossi uccelli stanno velocemente espandendosi in tutti i bacini salmastri del parco naturale del delta del Po di cui le valli di Comacchio fanno parte.
Una moltitudine di persone si presenta alle saline di Comacchio per vederli e solo una copia di birder ha chiesto se avessimo visto delle marzaiole, evidentemente interessati al loro censimento.
Una moltitudine di persone si presenta alle saline di Comacchio per vederli e solo una copia di birder ha chiesto se avessimo visto delle marzaiole, evidentemente interessati al loro censimento.
No, qui alle saline di marzaiole non se ne sono viste, le ho addocchiate altrove all'interno dei bacini limitrofi.
Una cosa è particolarmente evidente: tanto quanto sono eleganti in volo con i loro enormi colli ben distesi, tanto questi animali sono davvero goffi in fase di decollo, necessitando di una bella rincorsa prima di riuscire a staccarsi definitivamente da terra, o, per meglio dire, dalla superficie dell'acqua.
Ma non ci sono solamente i fenicotteri rosa, nemmeno alle saline ed infatti qui un numero elevato di limicoli, troppo lontani per poter essere identificati, si alza in volo.
I gabbiani comuni presentano il cappuccio color cappuccino ormai completo, segno che sono in abito riproduttivo.
Ma qui, tra i canali e i ciuffi d'erba, si muovono anche una pantana (foto verticale a sinistra) e un piovanello pancianera (foto orizzontale a destra) segno della ricchezza della biodiversità del posto, anche se i numeri non raggiungono certo quelli dei prati umidi a nord.
Ritornando poi alla stazione foce l'attenzione viene intercettata da un passerotto che si tuffa dai rami ancora spogli. Non capisco perché a queste latitudini, animali ben noti mi sembrano più grandi di come sono abituato a vederli da noi e non credo sia solo il fatto di arrivarci più vicino, anche perché in questo caso la distanza è sicuramente superiore a quelle a cui scatto ai passerotti del nord Garda.
Una rondine mi svolazza in giro con insistenza, facendo man bassa dei fastidiosi moscerini che assillano i visitatori. Impossibile fotografarla mentre cambia improvvisamente direzione per seguire l'ennesimo insetto, per fortuna ad un ceto punto, per qualche istante, si posa a terra.
L'ultima foto di nuovo ad un airone cenerino che vola ancora una volta in compagnia, in questo caso si tratta di un gabbiano reale che lo affianca sul suo lato sinistro.






















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