Valli di Comacchio, lo scrigno segreto 3 e l'oasi Zavalea 1

Altra carrellata di fotografie scattate nei prati umidi a nord est di Comacchio e nell'oasi Zavalea a ovest. unificate perché, semplicemente, quelle relative a Zavalea sono davvero poche.

In questo caso quindi abbiamo fotografie relative ad un'uscita mattutina nei prati umidi.
Cominciamo con le volpoche, sempre pronte a darsi alla fuga al primo tentativo di avvicinamento.


 
I cormorani, o marangoni maggiori, sorvolano spesso la zona ma non è per loro territorio di caccia valido, probabilmente nell'acqua così bassa non trovano pesce delle dimensioni corrette, o forse non trovano proprio pesce! 


I mestoloni sono presenti in discreto numero soprattutto nelle parti più interne e lontane dai tratturi. Qui una femmina in un ritaglio al massimo ingrandimento permesso dalla foto. 
Quando si alzano in volo per spostarsi da una zona all'altra allora è possibile rendersi conto che la loro presenza è numericamente interessante.


Come per i cormorani, anche i gabbiani comuni sono presenze di passaggio.


Discorso diverso per il marangone minore, il fratellino del cormorano, per lui i pali attorno al canale esterno di servizio sono ottimi posatoi e lo si vede spesso lì.
Anni fa le avevo viste a Mandriole, le spatole, questa volta, invece, le ritrovo qui, lontane forse più di allora, mentre si puliscono al limite più interno dello specchio d'acqua libero più esteso della zona. Per alimentarsi poi, però prediligono le zone dove l'acqua si insinua tra le piante.

 


L'ibis sacro è dimensionalmente simile alla spatola ma ha un corpo più tozzo e delle piume più voluminose. Anche lui, come la spatola, entrambi facenti parte della famiglia dei treschiornitidi, ha un becco specializzato per il tipo di cibo che predilige: insetti, vermi, molluschi, crostacei, granchi e girini, che cattura sondando il fango e le acque basse. Resta comunque un predatore in grado di approfittare di uova e pulcini incustoditi.



Altra esploratrice dei bassi fondali è al pittima reale che recupera il cibo (insetti e larve, soprattutto coleotteri), sondando il terreno con il lungo becco appuntito.


Altro cacciatore di larve, alle quali aggiunge anche insetti e piccoli crostacei, con le sue lunghe gambe dinoccolate che sporgono in maniera evidente dal corpo durante il volo.




Parente molto più stretto di quel che sembra dell'ibis sacro è il mignattaio, leggermente più piccolo.
In questa fotografia mostra molto bene come il piumaggio, se non è colpito nel modo giusto dalla luce, perda tutte le sue sfumature cangianti sul verde e sul viola, mostrandosi di color marrone scuro.
Forse i combattenti sono i limicoli più presenti nella zona, sicuramente quelli che più facilmente si fanno fotografare.
Purtroppo se l'anno scorso sono arrivato tropo tardi per vederli in abito nuziale, quest'anno è invece troppo presto e sono ancora in abito eclissale.


L'airone cenerino resta l'uccello più grande della zona, visto che il bianco maggiore non si fa vedere molto spesso qui.



Per finire la beccaccia di mare che è presente un po' in tutte le aree della parte nord delle vali di Comacchio e quindi anche nei prati umidi.


La carrellata di immagini dai prati umidi si conclude con le solite nutrie, ormai tremendamente invasive in tuti i corsi d'acqua possibili del nord Italia



E veniamo all'oasi Zavalea, qui la situazione è completamente diversa, niente tratturi tra cui muoversi ma un'unica torretta di osservazione ben elevata per dominare tutta la zona umida sottostante.
In questo modo si possono osservare i fenicotteri lontanissimi e controllare un po' tutto senza però potersi avvicinare a nulla: un ottimo posto per il birdwatcing, pessimo per la fotografia:
questa è l'immagine migliore dei mestoloni

questa quella migliore delle marzaiole, presenti anche qui

più vicino il passaggio in volo del cavaliere d'Italia

e per finire l'atterraggio in lontananza di una garzetta

 

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