Valli di Comacchio, lo scrigno segreto 2
Altro giro serale nei prati umidi a nord delle valli.
Un piro piro boschereccio mostra subito le sue capacità mimetiche quando il suo profilo si staglia contro le cannucce, confondendo la vista.
Non ha bisogno di nascondersi invece l'ibis sacro, grosso predatore che mediamente si accontenta di cacciare nel fango ma non disdegna sortite verso nidi incustoditi.
Qui le volpoche sono numerose ma sempre molto schive, pronte ad involarsi al primo movimento sospetto, per quanto lento e misurato lo si faccia.
L'airone cenerino è presente anche qui e, viste le dimensioni, è ben individuabile anche da grande distanza.
Discorso diametralmente opposto per la pantana, presenza rara dal piumaggio fortemente mimetico con una zona chiara addominale molto limitata
Nettamente più estesa la zona bianca sul combattete, purtroppo ancora in abito eclissale.
il falco di palude è un'apparizione frequente ma di breve durata e, soprattutto, vista l'ampiezza dello spazio aereo sovrastante, sempre a distanze importanti.
Il mignattaio è sicuramente più facile da avvicinare, se non è allertato dalla fuga di qualche ardeide o delle volpoche, non fa particolare attenzione al mio avvicinarmi.
Il suo piumaggio cangiante passa da un marrone banale ai colori del blu e del verde metallizzato.
Il suo piumaggio cangiante passa da un marrone banale ai colori del blu e del verde metallizzato.
I cavalieri d'Italia si allontanano velocemente sugli sprazzi di acqua aperta, sentendosi troppo esposti.
Nel prato asciutto più a nord si muove invece la pavoncella che in volo emette il suo richiamo molto particolare, al punto da sembrare artificiale.
In questa foto ad incuriosire è il gabbiano di fronte, completamente bianco, la macchia auricolare sembra più una mascherina sugli occhi e il becco è particolarmente chiaro, ma forse è solo l'effetto di una illuminazione laterale particolarmente intensa, purtroppo non l'ho visto levarsi in volo.
Incontrare il chiurlo maggiore anche qui è invece la sorpresa di questa spedizione in terra emiliana.
il suo manto mimetico è perfettamente adeguato all'ambiente.
Qui un esemplare di totano moro illuminato dalla luce radente della sera.
il marangone minore si presta raramente a farsi fotografare, qui emerge dall'acqua dopo una battuta di caccia fallimentare, essendo privo di preda nel becco.
Per finire il volo di una sterna comune, aggraziate e veloci, appartengono alla stessa grande famiglia dei gabbiani, quella dei laridi. In volo si differenziano per la coda più lunga e biforcuta, le ali più stette ed un becco più acuminato.





















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