Lago grande di Monticolo

Sarà per la stagione, sarà per la giornata, sarà per i colori o forse per i suoni ma se un paradiso davvero esistesse non potrebbe essere molto diverso da come ho visto e vissuto oggi il luogo del lago di Monticolo in Alto Adige.
A volte capita di uscire dal seminato... volevo dire di uscire dalla provincia natia e, soprattutto, di uscire dalla strada solita, farsi semplicemente guidare da un cartello stradale senza documentarsi prima. A volte, seguendo questo istinto, ci si azzecca e si scopre un posto che magari sulla carta non si sarebbe mai preso in considerazione.



Certo, i colori dell'autunno, specie se ulteriormente arroventati dal sole, aiutano non poco a creare atmosfere magiche, se poi in mezzo a questi colori si arrampica un picchio muratore, lo spettacolo per un caciatore d'immagini non può che essere il massimo.


Nascosto tra le canne e il bosco ripariale poi si fa intravvedere un castello di piccole dimensioni ma davvero molto gradevole, una perla, un gioiellino che purtroppo è lasciato all'incuria... vetri rotti e un paio di scatole di collegamenti elettrici non proprio dissimulate tentano di rovinare un'immagine che ha il potere di evocare il mondo delle fiabe.


Se la provincia di Bolzano cerca un guardiano per mettere a posto il castello e tenerlo in ordine, mi offro volontario prima di subito!
In un luogo del genere l'interesse non può che essere per gli uccelli acquatici. (A proposito: la pesca è libera poiché solo una parte del lago è biotopo e, oltretutto, con mia grande sorpresa, anche nella zona protetta da biotopo non è stato messo nessun divieto d'accesso ai cani, cosa che solitamente da noi in Trentino succede).
Ritornando agli acquatici, dicevo, il luogo non delude di certo e, accanto a delle presenze ormai abitudinarie su questo blog quali folaghe,


germani reali


e svassi


ho incontrato un nuovo anatride che non avevo ancora visto dal vivo nei miei giri in giro: il moriglione.
Nel lago vi era una coppia di queste anatre tuffatrici: una femmina (diagnostica per identificare la specie la guancia dal piumaggio chiaro e la C che parte dalla parte posteriore dell'occhio e si chiude sotto al becco)


ed un maschio



Tra la boscaglia che circonda il delizioso castello invece ho localizzato un gruppo di vocianti cinciallegre.


Poi davvero non sono bravo a distinguere i versi ma, di primo acchito, stavo cercando un gruppo di aironi cenerini poiché ero convinto di averli sentiti gracchiare poco lontano..... che abbaglio sonoro: non erano cenerini ma ghiandaie!



Poco male, anzi, tanto di guadagnato: un po' di fotografie ad un uccello che non sono abituato ad incontrare così frequentemente.
Per finire alcuni piccoli rampichini saltellavano tre i rami affacciandosi su una conca d'acqua libera dalla vegetazione. Troppo lontani e troppo piccoli per potermi permettere fotografie di qualità.






Ed anche per questa volta.... questo è tutto!

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