25/05 prati umidi
Nell'avvicinamento alle valli di Comacchio, la seconda tappa è nei prati umidi a nord delle valli stesse.
Durante il tragitto un gruppo di aironi guardabuoi che "pascolano" all'interno di un orto, cattura la mia attenzione.
Attenzione non ricambiata visto che tollerano il mio avvicinarmi continuando imperterriti la loro attività: sembrano abbastanza abituati all'uomo, come se fosse per loro abituale lavorre in sinergia, andando a ripulire dai parassiti i campi dove la terra è stata appena smossa.
Arrivato alle zone umide mi trovo di fronte un territorio quasi irriconoscibile: esattamente come per i ripristini Beelini, anche qui il livello delle acque è molto basso e così la vegetazione è avanzata considerevolmente ricoprendo di erba smeraldina quasi ogni anfratto.
In questo contesto di muove la pavoncella che sembra prediligere le zone erbose e quelle di confine all'acqua libera.
In questo contesto di muove la pavoncella che sembra prediligere le zone erbose e quelle di confine all'acqua libera.
La zona sembra essere molto più povera di vita rispetto alla primavera: le distese di limicoli sono scomparse (combattenti, cavalieri d'Italia) o fortemente ridotte (piro piro boschereccio).
In questo ambiente più calmo i predatori di insetti di grandi dimensioni hanno estese distese nutrizionali. Ne approfitta questo gheppio.
In questo ambiente più calmo i predatori di insetti di grandi dimensioni hanno estese distese nutrizionali. Ne approfitta questo gheppio.
Oltre ai piccoli rapaci, anche i Treschiornitidi sono a proprio agio, sebbene in numero ridotto rispetto alla primavera, o forse sono solo più nascosti, grazie all'altezza delle erbacce,
Come il mignattaio qua sopra, comparso imprevedibilmente alzandosi improvvisamente in volo.
Come il mignattaio qua sopra, comparso imprevedibilmente alzandosi improvvisamente in volo.
E andato a posarsi proprio di fianco ad una garzetta, disturbandone l'alimentazione.
Nelle poche aree libere dalla vegetazione la localizzazione degli uccelli è facilitata, qui una giovane pavoncella muove i suoi passi in solitaria, senza il controllo assillante dei genitori: le dimensioni raggiunte la mettono al sicuro da predatori come gli ibis.
Un mignattaio esce allo scoperto riflettendosi nelle calme e limpide acque della palude.
Chi può rappresentare ancora un pericolo per le giovani pavoncelle è una grossa poiana come questa qui di fianco che ci sorvola bassa senza accorgersi del possibile pasto.
Intravista più volte ma mai fotografata in maniera decente, ecco la nitticora, qui in compagnia di una volpoca.
L'avevo già avvistata in precedenza nella zona ma localizzata nelle sterpaglie alte sul delimitare dell'area, oltre l'ultimo fossato di scolo che delimita dall'esterno il riquadro interessante.
In questo caso invece si è posta sui terreni di caccia dei pochi uccelli rimasti a nutrirsi delle larve o dei piccoli mammiferi scovabili nel terreno.
Pochi agili giri di volante e con la macchina mi porto su un lato più vicino in modo da cogliere meglio questo interessante ardeide, riconoscibile da tutti gli altri per il collo nettamente più corto e massiccio.
L'avevo già avvistata in precedenza nella zona ma localizzata nelle sterpaglie alte sul delimitare dell'area, oltre l'ultimo fossato di scolo che delimita dall'esterno il riquadro interessante.
In questo caso invece si è posta sui terreni di caccia dei pochi uccelli rimasti a nutrirsi delle larve o dei piccoli mammiferi scovabili nel terreno.
Pochi agili giri di volante e con la macchina mi porto su un lato più vicino in modo da cogliere meglio questo interessante ardeide, riconoscibile da tutti gli altri per il collo nettamente più corto e massiccio.
Poco più in la ancora una pavoncella adulta intenta a cercare insetti, larve e piccoli invertebrati nelle zone melmose in prossimità dell'acqua.
E per finire ecco l'unico rappresentante della immensa famiglia dei limicoli rimasto in zona: un solitario piro piro boschereccio che mette in bella mostra il suo manto dai colori caldi della terra.
















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