27/05 oasi di punte Alberete
Il pomeriggio è dedicato alla perlustrazione delle Everglades italiane, o almeno questa è l'impressione all'ingresso, con le acque coperte da un sottile stato di vegetazione mobile che ricorda proprio, nel colore e nelle movenze, i territori naturalistici della Florida.
E' un effetto dejavu che dura poco, il tempo di fotografare questa gallinella d'acqua e attraversare il fiume per addentrarsi in una boscaglia fitta ben diversa da quella americana.
Gli spazi ridotti tra i rami rendono il luogo ideale per il cormorano mignon: il marangone minore che infatti in quest'area incontrerò diverse volte, come qui, nel primo sprazzo umido abbastanza largo.
O qui, in alto a sovrastare un piccolo rigagnolo che costeggia il sentiero di visita.
In alto nel cielo l'ibis sacro mostra la sua apertura alare che lo rende il volatile più ingombrante dell'area
Poco più piccola, ma molto più furtiva e adattata alla vita tra i giunchi e le foreste umide intricate, questa nitticora si fa vedere per un attimo prima di sparire... e siamo al terzo avvistamento in questo viaggio, mai così tanti avvistamenti di nitticora.
e poi sì, ancora un marangone minore in bella mostra a scaldarsi al sole le sue piume: non ci metterà molto ad sciugarle vista la pigmentazione nera che lo caratterizza.
Dopo una lunga camminata, per fortuna per lo più all'ombra della foresta, si arriva al capanno di avvistamento che da sul più ampio spazio allagato della zona: gli spazi sono così ampi che bisogna accontentarsi delle fotografie che si riescono a fare, non c'è modo di ridurre le distanze.
Così ecco questo maschio di canapiglia, dal piumaggio così arzigogolato nei toni del bianco e del grigio da far impazzire gli occhi.
Ma lo spettacolo migliore lo da ancora il marangone minore: un esemplare infatti decide di fermarsi a rilassarsi e stiracchiarsi proprio sui rami morti a poca distanza dal capanno. Così partono una serie di fotografie ad alta definizione un po' in tutte le angolazioni permesse dai movimenti del mostro modello.
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Purtroppo gli altri abitanti dell'oasi non sono altrettanto accondiscendenti nel portarsi a pochi passi dal capanno, anzi, tutt'altro, pensano bene di girare al largo, come questa famiglia di oche grigie con i puli di quest'anno ormai quasi aduli.
Anche le giovani folaghe si mostrano sulle verdi acque dell'anfratto.
Gli spazi ampi di questa zona umida permettono presenza e manovra al cormorano che spazia dai posatoi sugli alberi circostanti alla navigazione sulle acque.
In questa foto sta prendendo la rincorsa per il decollo.
L'ultimo ospite a passare nel cielo azzurro è una volpoca che arriva dalle mie spalle e si allontana velocemente.
Esco quindi dal capanno e riprendo il giro.Sui lati della passeggiata si affacciano zone umide spesso protette da fitta vegetazione.
Tra un ramo e l'altro, in controluce, scorgo da vicino l'airone bianco maggiore che già avevo visto allontanarsi a pedone quando ero nel capanno.
Il tempo di alzare la macchina fotografica e regolare la focale e anche lui si accorge di me e si invola rapido. Peccato.
Una copia di svassi maggiori attraversa l'ennesimo specchio d'acqua.Mentre l'ultimo avvistamento è dato da questa sgarza ciuffetto: on questo caso è lei a vedermi per prima, il sentiero di visita è infatti esposto in questo tratto e l'ardeide non ci mette molto a lasciare lo specchio d'acqua e sparire nel folto della vegetazione.
Convinto di poterlo rincontrare faccio per proseguire il mio cammino quando mi accorgo che il sentiero di rientro è interrotto.
Non ci sono alternative, per rientrare l'unico modo è rifare a ritroso il percorso già fatto... e di corsa: è arrivata l'ora delle zanzare che a nuvole mi si fanno contro e svuotarsi letteralmente addosso quel che resta nel flacone dell'antizanzare è del tutto inutile sono assatanate e non mi danno tregua sino a quando non arrivo alla macchina!
Convinto di poterlo rincontrare faccio per proseguire il mio cammino quando mi accorgo che il sentiero di rientro è interrotto.
Non ci sono alternative, per rientrare l'unico modo è rifare a ritroso il percorso già fatto... e di corsa: è arrivata l'ora delle zanzare che a nuvole mi si fanno contro e svuotarsi letteralmente addosso quel che resta nel flacone dell'antizanzare è del tutto inutile sono assatanate e non mi danno tregua sino a quando non arrivo alla macchina!



















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