25/05 ripristini Bellini
Nuova missione fotografica nelle terre di Comacchio, quattro giorni di immersione totale nelle valli e nei territori circostanti, perché la fotografia è ricerca e pazienza.
La prima tappa, in fase di avvicinamento, è ai ripristini Bellini, un grande rettangolone di terreno protetto in mezzo alle coltivazioni della pianura Padana.
Rispetto alla volta scorsa le acque si sono abbassate parecchio, segno di un lungo periodo con carenza di pioggia.
Sui terreni umidi rimasti scoperti si muove a caccia una pavoncella mente, nell'erba folta dei terreni più interni dell'oasi e un airone guardabuoi a cercare uno spuntino.
Rispetto alla volta scorsa le acque si sono abbassate parecchio, segno di un lungo periodo con carenza di pioggia.
Sui terreni umidi rimasti scoperti si muove a caccia una pavoncella mente, nell'erba folta dei terreni più interni dell'oasi e un airone guardabuoi a cercare uno spuntino.
Dove l'acqua si fa un po' più profonda ecco che un cigno reale si gode un momento di riposo.
Sto percorrendo il limitare esterno dell'area protetta in machina, impossibile scendere, l'erba sul tracciato arriva oltre il cofano della macchina: affrontare il percorso in macchina presenta già i suoi rischi, non vedendo eventuali buche sul percorso, a piedi ci sarebbe pure il rischio di bisce, ragni e insetti.
Distratto dai rumori che si percepiscono nell'avanzamento mi accorgo solo all'ultimo momento del passaggio di un falco di palude.
Forse a causa dell'acqua troppo bassa questo grande predatore, dopo aver sorvolato l'area. si allontana rapidamente cercando territori di caccia più propizi.
Riesce invece ad accontentarsi di quel che trova nell'acqua bassa questa garzetta.
Tornato sulla strada ecco che attraversa l'asfalto una starna. Il mio fidato Merlin Bird ID la definisce una presenza rara eppure su quattro uscite l'ho vista due volte, certo in entrambi i casi si è trattato di un'apparizione fugace ai bordi della strada, diciamo pure un colpo di fortuna!
Da fermo analizzo l'auto per capire la sorgente di tutti quei rumori durante il tragitto e scopro che è letteralmente invasa da piccolissime lumachine: mi avvicino a piedi all'erba alta per constatare come effettivamente tutta l'erba che ricopre il tracciato sia letteralmente invasa da queste conchigliette.
A distanza di due mesi, nonostante lavaggi ad alta pressione, ancora ne uscivano da sotto il cofano!
Dall'alto ecco arrivare una squadriglia di ibis sacri. Volteggiano compatti sopra l'oasi per poi dividersi e scegliere ognuno un posto diverso in cui atterrare.
Quello che atterra più vicino a me lo fa andando a posarsi sin troppo vicino ad un cavaliere d'Ialia che infastidito si sposta in avanti con un breve svolazzo.
Quello che atterra più vicino a me lo fa andando a posarsi sin troppo vicino ad un cavaliere d'Ialia che infastidito si sposta in avanti con un breve svolazzo.
Anche una volpoca si aggiunge alla lista dei sorvolatori del rettangolo di natura ripristinata,
Rimango sulla strada ad analizzare il circondario e sento distintamente il riconoscibilissimo canto del cuculo.
Osservo in giro per seguirne i rapidi e fugaci sorvoli e mi accorgo di un folto gruppo di uccelli che si muovono proprio a cavallo della parte iniziale della strada.
Non sono cuculi, questo è sicuro, il cuculo non è un animale gregario!
Rimango sulla strada ad analizzare il circondario e sento distintamente il riconoscibilissimo canto del cuculo.
Osservo in giro per seguirne i rapidi e fugaci sorvoli e mi accorgo di un folto gruppo di uccelli che si muovono proprio a cavallo della parte iniziale della strada.
Non sono cuculi, questo è sicuro, il cuculo non è un animale gregario!
Salto quindi in macchina, non perché la distanza sia improponibile, tutt'altro, ma con la chiara intenzione di usarla come capanno mobile per dare meno fastidio possibile allo stormo.
Si tratta di uno stormo di falco cuculo intento a nutrirsi degli insetti che cattura in volo proprio sopra i prati umidi che circondano l'oasi e l'oasi stessa.Il trucco dell'auto funziona, riesco a mettermi in mezzo a loro e rimanere lì, lasciandoli volteggiare in giro.

In queste condizioni le occasioni di sorvoli ravvicinati si moltiplicano, basta avere pazienza.
Questi esemplari grigio scuro bluastro sono dei maschi: in questa specie il dimorfismo sessuale è spiccato: le femmine, come l'esemplare qui sotto, mostrano infatti una colorazione completamente diverse con colori mimetici, testa chiara e mascherina scura attorno agli occhi.


L'ultimo avvistamento di questo luogo è una sterpazzola che si appoggia sui rami di un albero morto che si trova lungo la strada.
Questa volta purtroppo la tecnica di avvicinamento in auto non funziona: appena mi provo a spostare la sterpazzola si allontana abbassandosi e sparendo tra le erbe alte




















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