28/05 oasi Vallicella
Però la giornata è troppo bella e sono troppo lontano da casa per sprecare l'occasione di un'altra sosta.
Così scartabello su google maps alla ricerca di un'oasi da visitare.
Escludo le valli di Ostellato perché la camminata per raggiungere le zone interessanti è troppo lunga e il sole picchia troppo forte, quindi mi faccio attrarre da un nome: oasi Vallicella.
Escludo le valli di Ostellato perché la camminata per raggiungere le zone interessanti è troppo lunga e il sole picchia troppo forte, quindi mi faccio attrarre da un nome: oasi Vallicella.
L'ingresso è carino, il ristorante buono, si mangia bene... il resto? un enorme pozzanghera (o un piccolo laghetto) ad uso pesca sportiva.
Nonostante il disturbo antropico, tuttavia, le oche grigie (anche qui aufughe come sul lago di Caldonazzo? vista la tolleranza all'uomo verrebe da sospettarlo!) proliferano alla grande, impossibile quasi contare i pulli che fanno parte di questa nidiata!
Anche le anatre mute mostrano una tolleranza simile passeggiando con estrema flemma lungo il cammino erboso che permette di fare tutto il giro del laghetto.Mentre alcuni esemplari si godono l'ombra, uno decide di fare un bagno rinfrescante andando a lavare tutte le piume ben distante dalla riva.
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Anche qui si incontrano tartarughe alloctone frutto della stupidità umana che porta a rilasciare in natura animali esotici convinti che sia un'attività ad impatto 0, anzi, amore per la natura.... come no!!
Il solito svasso maggiore: anche qui infatti un esemplare dimostra come questa specie, una volta ridotta la pressione venatoria, si sia espansa rapidamente in tutto il nordest italico.
Esiste!!!Quest'ombra colorata in mezzo al fogliame è l'immagine più nitida che sono riuscito ad ottenere del tarabusino, ardeide che ho sempre fatto estrema difficoltà a rintracciare.








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