Paludi di Ostiglia

Paludi di Ostiglia: questa volta ho puntato direttamente all'ingresso Lombardo dell'accoppiata Paludi di Ostiglia / oasi del Busatello, con la precisa intenzione di snobbare la parte veneta: la cura della LIPU si vede con torrette ben posizionate e sentieri di vista sfalciati.
La prima torretta è posizionata su un largo canale a scorrimento lento e subito si nota del movimento, sull'altra sponda: un airone rosso maggiore marcia tronfio al limitare della vegetazione.

I rami morti che emergono dalle acqua sono un ottimo posatoio per i predatori di pesci: qui un cormorano si asciuga le ali in tranquillità.
Possente e maestoso, ma sempre molto lontano, ecco apparire nel cielo la sagoma di un falco di palude: perlustra la zona in ampi cerchi e poi sparisce tra gli alberi posandosi oltre la vegetazione.
Anche l'airone cenerino fa la sua comparsa sul canale con un volo a bassa quota.
E poi arriva anche una nitticora che vira stretta sopra ai rami morti affioranti per poi frenare bruscamente e posarsi.


Peccato per la distanza... e pesare che proprio fuori dalla torretta c'è un albero con dei rami spogli ed orizzontali che sembra fatto a posta per dare un posatoio vantaggioso: li sto osservando da un po' questi rami, e penso che, qualunque animale arrivasse, verrebbero proprio delle belle foto.
Poi la nitticora si invola, sparisce dietro la parte viva dell'albero e da sotto appare per andare a posarsi proprio qu quel ramo!!!!!!!!!
Fatico a crederci e cerco di non farmi prendere dall'entusiasmo: la nitticora che sfugge alle mie lenti da anni proprio sul posatoio perfetto. Inutile dirvi che parte una silenziosa ed infinita raffica di foto.

Qui sopra una foto fatta a 500 mm mentre qui a fianco un'immagine a 200 mm per far capire meglio la distanza presente tra il capanno e il ramo: ottimo posatoio sì, ma necessita comunque di lunghe focali: fosse un martin pescatore lo si vedrebbe a fatica!
Ma è una nitticora, grosso ardeide, anche se più piccolo del bianco, del rosso e del cenerino, caratterizzato dal collo corto e tozzo che lo distingue da tutti gli altri.
Anche un cuculo canoro viene a farsi vedere sui rami spogli più alti del solito albero.
Sullo sfondo, in lontananza, il falco di palude si è rimesso in volo: la larga e lenta virata permette di apprezzare la varietà di colori della parte superiore delle sue ali.
Intanto la nitticora si sposta portandosi sui rami sovrastanti il canale e nascosti alla mia vista dal fogliame: grazie alle ampie dimensioni della torretta è comunque possibile trovare una linea di tiro che permette di immortalare il suo annoiato sbadiglio. 
Dalla torretta seguo i movimenti della nitticora ancora per un po', lei lascia il ramo e scende nel canale, poi si invola e si allontana.




Osservo ancora il passaggio di un cormorano e poi lascio la torretta 

Poi arrivo al capanno di osservazione lungo il sentiero di nidificazione degli aironi rossi e lì.... comincia lo spettacolo: non una, non due, non tre ma una moltitudine non contabile di nitticore appollaiate sui rami attorno allo specchio d'acqua si danno il cambio in voli di perlustrazione e di caccia.
Alcune arrivano persino troppo vicine al capanno, andandosi a posare sui rami appena fuori dal capanno, sotto la distanza minima di mesa a fuoco del 200-500, insomma da godere e da gustare con gli occhi, un'emozione privata, questa volta non condivisibile attraverso le fotografie.

E poi l'airone rosso che si staglia contro un cielo troppo chiaro alle spalle, ma poi gira in tondo portandosi a favore di luce.

Mi sposto quindi nel capanno successivo, quello che si trova nella punta più stretta del più ampio spazio acquatico aperto. Qui il campo visivo è stretto in un cono ma può spaziare a grande distanza, essendo limitato solamente sui lati ma non davanti.
In quest'area aperta non è difficile localizzare in lontanaza il falco di palude.






Ma poi a venire a posarsi di nuovo molto vicina è la nitticora, ce ne sono ben quattro sui rami degli alberi a sinistra del capanno ed una si avvicina di più delle altre.

Sul lato opposto, a destra del capanno, la vegetazione è più lontana e così è l'airone rosso a muoversi lungo la sponda.

E mentre seguo con la macchina fotografica i movimenti del rosso mi pedo l'arrivo del falco di palude che si posa su un albero basso a recuperare materiale di costruzione per il nido che porta poi via 

Ritorno allora a seguire l'airone rosso che nel suo perlustrare l'area va a passare molto vicino ad un airone cenerino che rimane impassibile al suo passaggio, 


Un passaggio più vicino del falco di palude permette di ammirare le sue ali chiare.
Esco sul sentiero proprio mentre un ibis sacro decide di atterrare su un amo troppo vicino a quello su cui soggiorna una nitticora che si scompone cercando di evitare il contatto
Il picchio rosso maggiore fa sentire con insistenza il suo tamburellare ma non è così facile individuare la provenienza del suono e localizzarlo sui rami degli alberi più alti dell'oasi.
Ritorno così al punto iniziale, a quella torretta sopraelevata che ha dato il via ad una giornata fortunata.

Ai piedi della torretta un cormorano è indaffarato nel tentativo di ingoiare una preda di grosse dimensioni.
Così la gira e ra giria nel becco, provando diverse inclinazioni , la ingoia per bona parte per poi rigettarla fuori e risistemarla.
Alla fine, dopo diversi minuti di tentativi, riesce finalmente a trovare l'inclinazione giusta per non sprecare la cattura.


Torno di nuovo al capanno in fondo allo specchio d'acqua (si non riesco a stare troppo tempo fermo in un posto!) per vedere da molto lontano un mrtin pescatore poggiarsi sulle cannelle: è così piccolo che per lui le distanze diventano subito impegnative!

Torno di nuovo alla torretta, giusto per sgranchirmi un po' le gambe, e lì trovo un'altra volta la nitticora sullo stesso posatoio proprio di fronte alla torretta.
Ai piedi della torretta si muove un airone cenerino in cerca di preda e poco più lontano 
Poco lontano si muove una grossa nutria, un tempo nota anche come castorino.
Un cormorano si invola dopo una breve rincorsa.
Una grossa libellula si poggia su un ramo, foto più semplice che provare a prenderla in volo.




Di nuovo alla torretta del lago delle nitticore dove sul bordo sinistro c'è del movimento: un airone rosso arriva sulla costa per poi alzarsi un attimo, superare la prima fascia di vegetazioni e riabbassarsi, sparendo nella vegetazione.

Da questa postazione, in questa giornata, è davvero facile vedere da vicino le nitticore
Sul sentiero che porta all'latro capanno ecco arrivare un airone rosso che va a posarsi sui rami più alti e lì rimane per un po' a controllare il territorio circostante.

Una breve escursione finale oltre la torretta lungo il sentiero che dovrebbe portare all'oasi del Busatello, giusto per vedere uno stormo di cornacchie grigie.

E' tempo di girarsi e tornare alla macchina. 

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